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Molosso del Tibet originale

gyamdruk tibetan mastiff

Gyamdruk nel 1936.
Collezione Amdo Khyi

Gyamdruk, Il Do Khyi

di Sir Ronald Duncan Cardew, 1940 ca. 

Traduzione dall'originale a cura di Manfredi Picca.
Tutti i diritti riservati.

Il suo nome era "Gyamdruk" ed era uno splendido esemplare di Do Khyi. Il suo colore era nero focato, e sopra gli occhi aveva due macchie che nel Tibet sono conosciute come gli occhi che non dormono mai. Il suo pelo era morbido e spesso come il velluto ed aveva delle zampe fuori misura. La sua testa era grande e nobile ed assomigliava a quella di un Terranova.

Scrivo al passato perché lui è morto qualche tempo fa ad Edimburgo, ma le avventure che ha attraverso prima di raggiungere l'Inghilterra meritano di essere raccontate.

Alcuni anni fa mia moglie ed io abbiamo fatto un viaggio a Leh, capitale del Ladakh o Tibet Minore, diciassette giorni di marcia da Srinagar, nel Kashmir. Eravamo già interessati ai Mastini Tibetani, in quel periodo ne possedevamo uno in Inghilterra e speravamo di riuscire a procurarci un altro di questi cani quando siamo arrivati nel Ladakh.

Mi astengo dal fare una descrizione della nostra marcia verso Leh, considerando che questo itinerario è già stato spesso descritto da scrittori ben più bravi nel maneggiare una penna. Basti dire che il Ladakh è una terra in cui la pioggia è un evento raro, il sole splende per gran parte dell'anno e non è mai troppo caldo in estate; un luogo dove la gente è quasi sempre allegra, possiede senso dell'umorismo, ed entrambi, sia gli uomini che le donne, sono semplici e attraenti a vedersi; una terra dove ridere e scherzare è un'abitudine e le liti si verificano raramente; dove non esiste quasi nessuna malattia e il paesaggio è magnifico. Sembra troppo bello per essere vero, giusto? Ma se mai ne avrete l'occasione, io vi consiglio di andare a vedere con i vostri occhi.

tibetan mastiff gyamdruk

Gyamdruk.
Collezione Amdo Khyi

Al nostro arrivo a Leh siamo rimasti delusi nello scoprire che, anche se abbondavano cani di tutti i tipi e tutte le forme, non si vedeva nessun vero Do Khyi. C'erano molti cani, che vengono genericamente identificati con il termine "tibetan Bhotia" - grandi bruti selvaggi che hanno indubbiamente un grande percentuale del Do Khyi dentro di loro. Questi animali sono per lo più di proprietà dei nomadi Tibetani che vagano con le loro greggi e mandrie per gran parte dell'anno in un'immensa regione desolata conosciuta come Chon Ton.

Tuttavia, due giorni prima di iniziare il nostro viaggio di ritorno, sono stato portato a casa di un ricco commerciante tibetano. Nel corso della nostra conversazione gli ho chiesto se c'era qualche possibilità di ottenere un vero e proprio Do Khyi. "Ho un buon cane nel mio cortile," mi ha informato, "ma non è in vendita". Il commerciante mi ha portato fuori, e lì, legato da una lunga corda a un anello nel muro, si trovava un grande cane nero focato, che, alla nostra vista, balzò in piedi e iniziò ad abbaiare, il tono dell'abbaio era profondo e ovattato. Era poco più di uno spaventapasseri, emaciato nel corpo e con un pelo spettinato, ma era bello e al primo sguardo ho riconosciuto la vera razza, e mi sono sentito determinato a possederlo, se possibile.

Portava un collare rosso intorno al collo come quello del cane degli spettacoli di burattini, e mi è stato spiegato che tutti i cani di valore in Tibet indossavano queste gorgiere come protezione della gola in caso di combattimento. Era in condizioni talmente misere che sembrava che le sue gambe fossero a malapena in condizione di sostenere il suo corpo. "No, mi dispiace, ma non posso prendere in considerazione di separarmi da lui", ha risposto il tibetano alla mia richiesta. "questo cane è venuto dal villaggio di Pempo, due giorni di marcia a nord di Lhasa, oltre tre mesi di viaggio da qui. Inoltre, mi è costato un sacco di soldi ".

Dopo ulteriori indagini, ho scoperto che il cane era rimasto legato a quel muro da quando era arrivato da Lhasa. Per due anni il poveretto era stato lì, esposto al vento, al freddo pungente dell'inverno del Ladakh e al calore e la luce accecante dell'estate. Sembrava incredibile. Mai una volta era stato portato fuori per l'esercizio fisico o per giocare come i cani sono soliti fare. "Ma lui non ha l'acqua?" Chiesi. "Oh, lui non ha mai l'acqua," mi è stato comunicato. "Gli viene dato suttu tre volte al giorno". E mi hanno spiegato che questo suttu era un impasto di farina e acqua della consistenza del porridge. Mentre giaceva lì l'ho guardato negli occhi, e li ho capito che la gioia di vivere era morta dentro di lui.

tonya tibetan mastiff

Tonya, la femmina di Mrs. Baily che venne accoppiata con Gyamdruk nello zoo di Whipsnade, insieme a Bru, il loro miglior cucciolo, alto quasi 80 cm al garrese per quasi 70 chilogrammi di peso. Collezione Amdo Khyi.

Ho visto il niente lì, uno sguardo spento, disperazione senza speranza. Ho supplicato e lottato per riuscire ad averlo, ma non è servito a niente, il commerciante è stato irremovibile. "No. Io non posso venderlo. Devo tutelare il mio buon nome. Che cosa possono pensare gli altri di me se lo vendo dopo tutta la fatica che ho fatto per averlo?"

Alla fine, con un cuore colmo di tristezza, sono tornato al campo, nella nostra bella residenza, e ho raccontato a mia moglie l'incontro con quel povero cane. Il risultato della nostra conversazione fu che lei e io uscimmo la mattina dopo per una visita al commerciante, determinati un modo o nell'altro ad entrare in possesso del Do Khyi. Il commerciante ci ha portato fuori in cortile e il cane è balzato in piedi; questa volta non solo abbaiò ma, nello stesso momento scodinzolava furiosamente, come se avesse avuto l'intuizione che si tentavano negoziati per il suo rilascio. Scrutai mia moglie e vidi quello sguardo di determinazione sul suo viso che, con lei, di solito preannuncia il successo. Ero quasi dispiaciuto per il commerciante, perché in quel momento ho avuto la certezza che si sarebbe dovuto dividere dal suo cane. In qualche modo io credo che l'uomo abbia avuto la stessa sensazione, perché ha ceduto quasi subito. "Va bene," ha detto "è possibile acquistare il cane, ma ho pagato un sacco di soldi per lui."

Abbiamo stabilito una somma probabilmente considerevolmente più alta di quanto l'animale fosse stato pagato, perché il proprietario fosse d'accordo e il cane diventasse il nostro. "Lui si chiama Gyamdruk," ci ha informato il commerciante. Così la corda è stata staccata dall'anello nel muro e delicatamente, piuttosto impauriti poiché eravamo incerti su come si sarebbe comportato, abbiamo portato via Gyamdruk. Con lo sguardo un poco disorientato, ci ha seguito docilmente e senza alcun fastidio fino al nostro campo. Qui le cose sono diventate un po' più complicate. Possedevamo due cani di grossa taglia, che ci avevano accompagnati nel viaggio ed eravamo sicuri che non avrebbero gradito l'intrusione di un estraneo nella cerchia familiare, così abbiamo deciso che Gyamdruk sarebbe rimasto con i servi la notte prima della nostra partenza.

tibetan mastiff tomtru

Incisione di Nina Scott-Langley del 1936 che ritrae due cani dello zoo di Whipsnade, dove venne effettuato un programma di accoppiamenti dei quali fece anche parte Gyamdruk. Si riconosce Tomtru sdraiato.
Collezione Amdo Khyi

Gli abbiamo preparato un pasto gustoso a base di carne e Chupatti [1], e non ho mai visto un cane godersi così tanto la sua cena. Se ne stava seduto lì, poi leccandosi le labbra e ruminando felicemente sulla strana piega della fortuna che gli era capitata. Nel corso della giornata gli abbiamo fatto vedere agli altri cani ma, anche se lui agitava la coda e dava segnali di amicizia, questo non è stato ricambiato dalla coppia, che gli rispose con ruggiti minacciosi.

La mattina successiva abbiamo lasciato il campo ed iniziato il nostro viaggio di ritorno. Avevamo discusso riguardo la disposizione per isolare Gyamdruk dagli altri cani durante la marcia. Questo era necessario perché, a causa dei suoi due anni di immobilità forzata, era pietosamente debole e gli altri avrebbero potuto facilmente ucciderlo. Noi cavalcavamo in testa, seguiti dal servitore capo e Gyamdruk; dopo venivano i nostri bagagli sui pony, e alla fine di tutto gli altri due cani, guidati da uno dei portatori. C'erano due difficoltà da superare, e questo ci ha causato un po' di apprensione. I muscoli di Gyamdruk erano così flaccidi e deboli che ci chiedevamo se sarebbe mai riuscito a portare a termine la necessariamente lunga marcia. Quando camminava sue povere gambe sembravano andare in altre direzioni. Inoltre non era mai stato sotto gli 11.000 piedi sul livello del mare, aveva sempre vissuto dove l'aria è secca e leggera. Restava da vedere come se la sarebbe cavata con l'aria più densa di bassa quota. Giorno dopo giorno lui arrancava in avanti. All'inizio di ogni marcia si comportava come un cucciolo, ma con il passare delle ore diventava più tranquillo, fino a piombare in un silenzio lunatico e a camminare e basta. In ogni caso lui affrontò il viaggio in modo coraggioso, ed ogni giorno appariva più grasso e in condizioni migliori.

tomtru tibetan mastiff

Tomtru, maschio di proprietà dei coniugi Bailey, importato dal Tibet e riproduttore nello zoo di Whipsnade insieme a Gyamdruk.
Collezione Amdo Khyi

Tutto è andato bene fino a quando siamo arrivati a Sonamarg, nella Valle del Sind. Era nostra intenzione fermarci lì alcuni giorni per consentire Gyamdruk di acclimatarsi ma al nostro arrivo mi è stato consegnato un telegramma che mi informava che il mio battaglione era dovuto scendere in campo a causa di disordini tra le tribù di frontiera e mi dava istruzione di tornare immediatamente. Sfortuna, Gyamdruk!

Quattro marce rimanevano ancora prima di raggiungere Srinagar ma, facendo marce forzate, siamo arrivati lì, accaldati e stanchi, due giorni dopo e ci siamo accomodati per la notte all'Hotel di Nedou. Qui Gyamdruk vide automobili e molte altre cose interessanti che non aveva mai visto prima, ma il caldo era così torrido e l'aria così densa che ha prestato poca attenzione a quello che aveva intorno. La mattina dopo, con Gyamdruk sul sedile posteriore della nostra macchina e i nostri servi che ci seguivano con gli altri cani in una seconda auto, abbiamo preso la strada per Abbottabad, nell'India britannica. Questa è stata un tale nuova esperienza per Gyamdruk che abbiamo avuto grandi difficoltà a mantenerlo tranquillo. Si è divorato la sua colazione ma anche questo non lo ha calmato.

La conseguenza è stata che siamo arrivati Abbottabad quella sera con Gyamdruk in stato di collasso. Si è sdraiato sul letto e ansimava, con il suo povero cuore che batteva ad un ritmo tremendo. Mia moglie lo ha costretto a bere alcuni whisky mettendoglieli in gola, e questo è sembrato rianimarlo in una certa misura. La mattina dopo partii per unirmi al mio battaglione, lasciando Gyamdruk, che non stava ancora molto bene, alle cure di mia moglie. Per tre mese lui rimase a Abbottabad, migliorando le sue condizioni tutti i giorni e prendendo peso in un modo eccezionale. E' stato difficile riconoscere in lui lo stesso cane che avevamo preso a Leh nel mese di agosto.

tibetan mastiff bailey

Cucciolata di Do Khyi negli anni '30 nello zoo di Whipsnade.
Collezione Amdo Khyi

Quindi è iniziata la fase successiva della sua esistenza, perché avevamo deciso di mandarlo in Inghilterra, dove c'era un gran bisogno di sangue nuovo per portare avanti la razza. Abbiamo organizzato il suo passaggio in una nave da carico, la SS Bangalore, comandata dal capitano Collings, che sempre ricordiamo con gratitudine. Il cane viaggiò fino a Bombay con un servo, e li venne accolto e portato allo zoo. Vi rimase per tre giorni, fino a quando il vascello era pronto per imbarcarlo. Ho sentito dire dal capitano Collings che per Gyamdruk sarebbero state prese tutte le attenzioni e che, dal momento pativa il calore, sarebbe stato tenuto nella parte più fresca della nave. Le lettere provenivano da Aden [3] e Port Said [4] e mi informavano che il cane stava affrontando bene il viaggio, e che lui stesso si era reso caro a tutti. Il grande viaggio era praticamente finito.

Arrivato in Inghilterra sano e salvo, è stato ospitato nei canili Hackbridge per il periodo di quarantena. Dal momento che noi eravamo ancora in India quando doveva essere rilasciato, lo abbiamo mandato da Hackbridge a Whipsnade [5] , dove è stato trattato come un animale domestico ed è stato ben accudito dalla signora Bates, il capo custode che già possedeva uno di questi cani. Mi sono reso conto che era diventato di moda dai molti visitatori del giardino zoologico che lo scrutavano attraverso le sbarre della sua gabbia e, a giudicare dalla sua coda scodinzolante, lui sembrava apprezzare le attenzioni che gli venivano rivolte.

Mentre si trovava a Whipsnade fu accoppiato una volta con una femmina Do Khyi, e penso di non poter essere smentito se dico che tutti i Do Khyi che ci sono ora in Inghilterra, una trentina, sono o suoi figli o suoi nipoti o suoi pronipoti. In seguito fu mandato ad Edimburgo ma con nostro grande dolore, vi morì dopo un'operazione per un ascesso. Era una creatura molto docile, affettuosa e amabile, non ha mai voluto litigare con qualsiasi altro cane o uomo, e smentiva in tutto la fama di ferocia con la quale alcuni di questi cani sembrano essere stati etichettati.

bailey tibetan mastiff

Un evento eccezionale nella storia dell'epoca. La prima cucciolata di Do Khyi dei coniugi Bailey nello zoo di Whipsnade, nel 1931. I cuccioli vennero esposti a due mesi di vita. Gyamdruk arriverà qualche anno più tardi.
Collezione Amdo Khyi

Il Do Khyi assomiglia al Terranova di costruzione e forma. Ha un pelo molto pesante, nero focato o di colore rosso. Ha una spessa, folta coda, che porta arrotolata sul dorso e una gigantesca ossatura. Alcuni di loro hanno la peculiarità di un doppio sperone ben formato sulle zampe posteriori che forse sono stati forniti dalla natura in epoche passate per aiutarli sul ghiaccio e sulla neve. Si tratta di una razza molto antica e sembrerebbe possibile, quasi probabile, che tutti i grandi cani pesanti di oggi, come il Terranova, il San Bernardo, ecc, siano stati originati dal Do Khyi.

I tibetani che possiedono un Do Khyi di pura razza, non facilmente si separano da lui, quindi a meno che non si penetri nel Tibet, ed è una cosa molto difficile, è quasi impossibile ottenere dei veri esemplari della razza in Oriente. È un fatto curioso che i tibetani, nel complesso, sono una persone pacifiche, gentili e grandi amanti dei cani. Loro non sembrano rendersi conto che è crudele tenere i loro cani da guardia incatenati ai muri in modo più o meno permanente. Nella maggior parte delle grandi case e dei monasteri ci sono uno o due Do Khyi incatenati vicino all'ingresso, e mai lasciati liberi. Quando si avvicina un estraneo, abbaiano selvaggiamente e tirano con tutte le forze le loro catene nello sforzo di arrivare a quello che loro ritengono sia un intruso.

E', come ho detto, un fatto curioso considerando che i tibetani non sono un popolo crudele. Loro sembrerebbero guardare il cane incatenato come un pezzo del mobilio della casa e non pensare al lato crudele di questo. Non sembrano rendersi conto che il cane, se ben allenato, potrebbe fare il suo lavoro ugualmente bene, forse anche meglio, senza catena. Così com'è, i Do Khyi perennemente legati fin da cuccioli, sono stati volutamente addestrati ad essere selvaggi. Infatti, il valore del cane si può dire che viene valutato dal grado della sua ferocia. Il Do Khyi non è un cane selvaggio di per sé, per sua volontà, credo che questo possa essere confermato da proprietari di Do Khyi in questo paese. Credo di aver ragione nel dire che tutti, o quasi tutti, i Do Khyi che sono stati portati in questo paese o allevati qui, sono stati del tutto affidabili, molto affettuosi, e con un affascinante mentalità.

gyandru tibetan mastiff

Gyandru, uno dei primi cani importati dai coniugi Bailey.
Collezione Amdo Khyi

Oltre questo, possiedono grande bellezza e intelligenza. In Inghilterra ce ne sono pochi di questi cani adesso e stanno diventando sempre più consanguinei, quindi si spera che qualche accordo possa essere fatto per portare dal Tibet un altro Do Khyi per aiutare a stabilizzare questa razza nobile e antica.

Commento: Nel 1875 il primo Do Khyi è stato importato dal Tibet in Inghilterra, Europa. Circa nel 1928 è iniziato un programma di allevamento con la signora Irma Bailey nel giardino zoologico di Whipsnade che era diretto dal Sig. Phillip Bates. Gyamdruk è stato uno dei primi cani tra questi. Dopo il 1945 si perde traccia dei Do Khyi di Whipsnade. E 'un vero peccato che questo albero genealogico si sia estinto, era il primo e unico nel mondo occidentale, fondato da riproduttori originali tibetani. La prima cucciolata in Europa e nel mondo occidentale, è nata il 12. febbraio 1898 con Mr. Heck allo Zoo di Berlino, ma anche questi riproduttori si sono persi e sono morti nei tempi desolanti della prima della Prima Guerra Mondiale.

Autore: Sir Ronald Duncan Cardew, da "Tomu dal Tibet e altre storie di cani"
Methuen & Co.LTD.London, stampato nel 1950