Centro per lo studio e la selezione del
Molosso del Tibet originale

tibetan mastiff colors

Mastini Tibetani di diversi colori del centro Amdo Khyi

I colori del Mastino Tibetano

di Manfredi Picca

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Insieme a molte altre caratteristiche della razza come la lunghezza del pelo, la taglia, la conformazione della testa etc, anche il colore del Molosso del Tibet è un elemento talvolta discontinuo che spesso causa confusione e perplessità nel neofita e non solo. Questa discontinuità è essenzialmente dovuta alle molteplici tipologie di cani tibetani diffusi su un territorio geografico estremamente vasto nel quale, grazie a mutazioni spontanee, isolamento sessuale dei gruppi locali, accoppiamenti causali con altre tipologie di cani indigeni etc. si è creata appunto una grande variabilità nel DNA di questa antichissima e leggendaria razza.

Da un punto di vista strettamente scientifico, comprendere quale sia il reale patrimonio genetico del Mastino Tibetano con tutte le sue variabili, può aiutare la conservazione stessa della razza, mentre aver presente i meccanismi dell'ereditarietà genica è fondamentale nel lavoro allevatoriale di selezione in purezza.

Tuttavia prima ancora che fredde codificazioni, i colori sono percezione, la sensazione che ne trae chi li osserva. La dimensione del colore è introiettata in ognuno di noi e, nonostante la continua evoluzione del senso della realtà con un miglioramento continuo dei meccanismi percettivi, il valore simbolico primitivo ed ancestrale del colore rimane molto importante per l'essere umano. E lo è a maggior ragione in un paese altamente spirituale come il Tibet, dove ad ogni dettaglio terreno viene associato un livello superiore di concetto.

Per questo abbiamo deciso di affrontare il discorso della colorazione del Mastino Tibetano con due approcci solo apparentemente diversi, ma in realtà non scollegati l'uno dall'altro: quello strettamente genetico e quello puramente simbolico. Considerando che il Molosso Tibetano ha attraversato secoli di storia accanto al popolo tibetano, e in parte si è evoluto proprio per mano del popolo tibetano, immaginare oggi che la fissazione di alcuni caratteri genetici, pur puramente estetici, nel suo DNA sia avvenuta proprio per volontà dei loro compagni umani, non la consideriamo un'ipotesi così remota.